INTRO AI VANGELI SINOTTICI - 04 | 19 gennaio 2022 - Prof. Stefanelli

INTRO AI VANGELI SINOTTICI - 04 | 19 gennaio 2022 - Prof. Stefanelli

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[Musica] [Musica]
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buonasera a tutti riprendiamo dopo la lunga pausa del periodo d'avvento e di natale con questo percorso di introduzione ai vangeli modo particolare ai vangeli sinottici se riusciremo diremo anche cercheremo di analizzare anche il quarto vangelo il vangelo di giovanni e dopo aver fatto quella lunga premessa sull'importanza della sacra scrittura sul nuovo testamento sul canone quindi
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come si sono formati vangeli il significato del termine vangelo e gli scritti evangelici oggi cercheremo di entrare nei nello specifico dei vangeli sinottici e analizzeremo inizieremo ad analizzare in maniera dettagliata il primo vangelo vale a dire il vangelo di marco però prima di fare questo
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vorrei partire da un aspetto che molto marginale però a mio avviso è significativo per una lettura dei vangeli vale a dire i simboli dei quattro evangelisti che sicuramente molti di noi abbiamo visto e nell'arte abbiamo visto nelle nostre chiese abbiamo visto sui lezionari abbiamo visto sui libri ma
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mi è capitato spesso di fare questa domanda perché quei simboli e non altri la domanda gli astanti hanno risposto con il silenzio quindi stasera voglio neanche perché comprendere il significato che sta dietro quei simboli significa già capire la specificità dei singoli vangeli per esempio noi il simbolo dell'evangelista luca e il toro
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perché è e da dove vengono quel simbolo per luca quello del leone per marco quello dell'uomo per matteo quello dell'aquila per giovanni e con la prima origine dei quattro singoli è antica quanto il profeta ezechiele egli giovane figlio di buzzi che era sacerdote nel tempio di gerusalemme
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fu tra coloro che subirono la deportazione in babilonia nel 597 e la ricevette la chiamata profetica mentre si trovava sulle sponde del canale che bar e descrivendo la sua vocazione ezechiele dice di avere veduto il carro della gloria divinare quadre capo da quattro esseri misteriosi ognuno dei quali aveva quattro volti precisamente l'uomo il leone il toro e
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l'aquila quindi questo lo possiamo trovare nel caso di ezechiele capitolo 1 versetti 4 10 ovviamente nel sesto secolo ezechiele non certo mente prima di cristo non poteva evidentemente parlare degli evangelisti e questi stessi simboli ritroviamo anche nell'apocalisse quindi da ezechiele passano nel libro dell'apocalisse e ovviamente neanche il libro dell'apocalisse
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poteva riferirsi agli evangelisti e proprio l'autore della vangelo e dell'apocalisse riprende l'immagine da ezechiele e la semplifica per giovanni ognuno dei quattro esseri viventi che accompagnano il trono a un solo aspetto di primo l'aspetto di leone il secondo aspetto di toro il terzo di uomo il quarto di aquila questo lo troviamo in apocalisse 6 apocalisse capirlo 4 versetto 67
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ovviamente il simbolismo inteso da l'autore dell'apocalisse e un simbolismo cosmico ai piedi del trono di vino sta la natura simboleggiata dal leone il più forte degli animali selvatici dal toro il più forte degli animali di allevamento dall'uomo il più nobile di tutti gli esseri animati dall'aquila il più forte dei volatili quindi già vediamo un primo significato è presente nel libro
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dell'apocalisse come l'autore ha utilizzato questi simboli provenienti dal profeta ezechiele li ha inseriti dell'apocalisse e mi ha dato un significato cosmico cioè rappresenta tutta la natura furono proprio i commentatori dell'apocalisse a vedere i quattro evangelisti nei quattro esseri viventi di ezechiele dell'apocalisse e il primo che associa i quattro simboli questi quattro simboli ai quattro vangeli fu ireneo di
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lione vescovo di lione perché contro la proliferazione dei vangeli approvo po cretini nel ii secolo egli difese con energia il numero quaternario dei vangeli rendendo argomento sia dai quattro punti cardini sia dai quattro esseri viventi dell'apocalisse e quindi applicò in modo diverso da come noi lo applichiamo
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l'uomo a matteo il toro a luca esimio di lione applico l'aquila a marco e il leone a giovanni la corrispondenza poi la la troviamo in vittorino un commentatore il primo commentatore di cui noi possediamo un testo il più antico commentatore google siamo il testo dell'apocalisse il quale applica questi stessi simboli ma ad un certo punto questo testo arriva
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nelle mani di san girolamo il quale cambia la sua interpretazione e affida secondo quanto noi ci abbiamo adesso abbiamo adesso gli evangelisti marco leone giacomo giovanni scusate la qui da matteo l'uomo luca il toro quello che è interessante di tutto questo perché vi dicevo voglio partire da questo è capire perché questi autori hanno voluto associare questi quattro
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simboli ai quattro vangelisti perché per esempio per giovanni proprio l'aquila perché per marco proprio il leone perché per matteo proprio l'uomo perché è per luca il toro la motivazione domanda lo sapete riuscita la motivazione degli abbinamenti sono fatti a partire dalle prime pagine dei singoli vangeli e la motivazione la utilizza poco
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girolamo perché matteo raffigurato dall'uomo perché nella prima pagina se prendete il vangelo di matteo si apre con la genealogia di gesù e dunque parla della sua origine umana gesù che viene innestato nell'umanità inserito in una storia che una storia prettamente umana la genealogia ci racconta abramo generò
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ilacqua sacco genero giacobbe giacobbe gen e così via ma e il leone perché perché nella prima pagina presente il battista come un leone che grida la sua testimonianza nel deserto quindi questi autori non fanno chissà sia sant'ireneo sia vittorino ma poi girolamo non fa chi sa quale speculazione ma si basa sulla
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prima pagina poi c'è luca è rappresentato dal coro questo è molto simpatica la motivazione per cui perché introduce come il primo personaggio del suo racconto zaccaria il padre del battista il quale essendo sacerdote nel tempio come tale offriva sacrifici di tori una motivazione molto semplice
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e infine giovanni l'aquila per il volo sublime che l'inno del verbo e il verbo si fece carne il prologo non ci permette al lettore di andare oltre la semplice storia del mistero dell'incarnazione e coglie quel mistero profondo quindi il vangelo di giovanni e come quest'aquila che ci prende e ci porta su
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in alto in un oltre che ci fa assaporare la bellezza del mistero dell'incarnazione e dai libri dire neo di torino girolamo ma anche di agostino d'ippona di sant'ambrogio e quattro simboli poi sono passati nei monumenti sono passati nei testi sono i passati sui nostri altari sono entrate nelle nostre chiese sono giunti a noi ecco allora come questi quattro simboli
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ci introducono nella prima pagina di ogni evangelista e questo è importante saperlo perché ci aiuta a capire la specificità di ogni vangelo fatta questa premessa apriamo i vangeli se noi apriamo i vangeli quale testo troviamo qual è il primo vangelo che troviamo no quando aprire la bibbia
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la bibbia dove sta dovete tutti avere la bibbia chi è il primo evangelista quando aprile della bibbia matteo mattina il primo evangelista e marco sta al secondo posto in realtà dal secolo scorso si è abbastanza fatta chiara la coscienza che marco che matteo non è il primo angelo ma e marco il più antico vangelo è il primo che si trova
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nella bibbia ma matteo ma il primo in ordine cronologico e marco il motivo perché sia stato posto al secondo posto marco non è molto chiaro probabilmente è stato messo primo matteo perché così comincia perché comincia con la genealogia di gesù e narra alcuni eventi interessanti dell'infanzia di gesù mentre marco incomincia subito ex
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abrupto con la vita pubblica quindi il nuovo testamento comincia partendo da abramo davide tutta la genealogia mentre marco comincia con questa figura irruenta forte che quella del giovanni battista marco quindi oggi viene ritenuto come il più antico dei vangeli e quindi è colui che ha coniato anche un genere letterario quello del vangelo scritto l'altra volta abbiamo spiegato non la differenza o meglio che cosa significa
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la parola e wang elyon che non coincide con gli scritti ma di sé un significato molto più profondo e poi nel corso dei secoli questa parola è stata applicata poi agli iscritti chi ci dice che marco è il più antico vangelo e con una prima testimonianza la troviamo in papi adige napoli un autore cristiano dei se minore che nella prima metà del ii secolo comincia a parlare di marco
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prima di matteo e dà testimonianza di questi vangeli prima parla di marco e poi di matteo e come datazione noi lo possiamo collocare tra il 70 fra il 60 e il 75 più verosimilmente tra il 68 e il 73 gli esegeti citando anche reneo e clemente alessandrino affermano che marco è stato scritto mentre il vangelo di marco mentre mentre
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egli era a roma ireneo dice mentre pietro era ancora vivo perchè secondo la tradizione marco è stato discepolo di pietro mentre clemente alessandrino dice dopo la morte di pietro ecco quindi se la morte di pietro si colloca come tradizionalmente non si fa nell'anno 64 allora il vangelo di marco deve essere stato scritto o poco
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prima o poco dopo quindi questo il primo dato che ci viene che possiamo già rilevare del vangelo di marco l'autore l'auto né probabilmente e marco seguace interpreti di pietro normalmente identificato con giovanni marco di hacking nel libro degli atti si cita un giovanni marco la cui madre aveva una casa gerusalemme accompagno
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barnaba e paolo nel primo viaggio missionario e poi aver aiutato pietro e paolo a roma negli anni 60 alcuni respingono questa attribuzione tra tradizionale e ammettono che l'autore sia un cristiano altrimenti conosciuto di nome marco che ha in mente comunque la cultura romana e si rivolge a dei romani è una persona di lingua greca che non fu testimone oculare del
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ministero di gesù tant'è che ci sono affermazioni inesatte della geografia palestinese e attinse da forme già presenti orali o scritte e cerco di comporre quindi come dicevo l'ambiente a cui si rivolge sono dei romani dove i cristiani furono perseguitati quindi questa è l'ipotesi e questo lo
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comprendiamo da alcune particolarità presente nel testo stesso se noi prendiamo il capitolo 10 del vangelo di marco quando si parla del matrimonio per esempio non si fa solo il caso dell'uomo che non può rimandare la moglie ma anche il caso della moglie che non può rimandare il marito questo era proprio del diritto romano non del diritto palestinese
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quindi questo ci fa capire che le l'uditorio a cui si rivolge il testo a cui è destinato ai destinatari del testo quindi sono coloro che comprendono sia il ripudio dell'uomo sia lipu di buio della donna e non come la cultura palestinese questo è evidente un altro elemento che ci fa capire che è rivolto a dei pagani o comunque a coloro che non conoscono le tradizioni giudaiche e il capitolo 7
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dove è marco spiega determinati usi e costumi giudaici no quando dice per esempio lavarsi le mani quando si torna dal mercato per paura di essere contaminati quindi spiega le abluzioni che devono essere fatte quindi non era necessario per un uditorio che già conosceva queste cose quindi questo ci fa capire quindi la bibbia che si spiega con la
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bibbia che i destinatari erano di cultura romana o comunque cultura pagana veniamo allora ciò che è più importante vale a dire la struttura portante come dobbiamo leggere il vangelo e vorrei iniziare proprio dall incipit di questo vangelo perché dobbiamo sempre più convincerci che nei grandi autori comunque nei rigori della
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classicità proprio le prime battute ci dicono lo stile il contenuto è ciò che vogliono dire se noi prendiamo il vangelo di marco versetto 11 velo lembo in greco come è stato scritto ar che tu e wang yu gesù cristo you the who are che principio inizio tu e wang il io del
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vangelo gesù cristo di gesù cristo gli occhi del figlio di dio quindi arche questa parola la ritroveremo anche in giovanni inizio richiama un'altra parola quel bereshit bara elohim in principio dio creò la genesi e la traduzione greca
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inizia proprio così enarchè inizio del vangelo di gesù cristo figlio di dio allora tutti gli esegeti si fermano dinanzi a questa espressione vangelo di gesù cristo perché nella grammatica greca si può distinguere un doppio genitivo genitivo oggettivo e genitivo soggettivo cosa significa
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inizio del vangelo di gesù cristo quel di gesù cristo è l'oggetto o il soggetto del vangelo gesù è oggetto del vangelo c'è contenuto o soggetto ecco questa impasse si risolve se non ritorniamo al significato di quella parola e wang elyon vangelo
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perché noi dovremmo rispondere e sia genitivo soggettivo e oggettivo perché gesù è l'oggetto del vangelo ma anche il soggetto del vangelo perché è lui la buona novella è lui il vangelo ma anche il vangelo e ciò che leggiamo quindi questa parola in questo inizio ha un significato molto importante
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dettato anche da ciò che viene dopo che dice l'identità di gesù ju ju ter figlio di dio e ricordatevi questa espressione perché alla fine quando finiremo il commento di marco ritorneremo inizio per capire la struttura è cosa aveva in mente marco quando ha scritto il suo vangelo quindi inizio del vangelo di gesù cristo figlio di dio quindi questo il titolo che apre il vangelo di marco e ne esprime il
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contenuto quindi di cosa ci sta vuole parlare marco ci vuole parlare di gesù il messia figlio di dio ed è significativo il commento che fa romano penna dopo il termine wang ieri uno scrive posi romano penna è uno dei più grandi biblisti contemporanei di professore al verserà del laterano di esegesi del nuovo testamento il termine evangelion dice romano penna
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scrive romano penna esprime un annuncio che riguarda gesù e che verte su momenti ultimi supremi della sua esistenza la morte e la resurrezione dandone di questi eventi l'interpretazione come del resto la prima lettera ai corinzi 15 5 dove abbiamo 15 dove abbiamo la più antica sono di fede vi ho trasmesso dunque anzitutto quello che anche io ho ricevuto cioè che cristo morì per i nostri peccati secondo le scritture fu
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sepolto ed è risuscitato 12 il terzo giorno secondo le scritture apparve accesa e quindi ai 12 questo è il kerygma e l'annuncio principale della fede cristiana e probabilmente marco vuole esplicitare questo annuncio come imposta marco il suo racconto uno studioso brad e affermava che il racconto di marco non è altro che
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la storia della passione morte e risurrezione di gesù preceduta da una lunga introduzione di fatto non è proprio vera questa cosa anche se la passione occupa un quinto di tutto il materiale ma marco è vero da particolarmente peso alla passione morte e risurrezione perché poi preceduto da tre annunci della passione adesso li vedremo
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alla capacità di raccontare proprio nel primo capitolo la giornata tipo a cafarnao e se voi prendete il testo fa questa descrizione di nell'arco della giornata in maniera molto breve capitolo 1 [Musica] versetti 21 35 sono 14 versetti dove si dice che il sabato entra nella sinagoga
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poi al versetto 29 uscì dalla ri sinagoga e si rinnova a casa di simone versetto 32 venuta la sera dopo tutto il giorno al tramonto del sole e poi il versetto del 35 al mattino senso quando era ancora buio ecco questo è l'unico esempio di una successione ritmata cronologicamente stretta e coerente di un racconto fuori dal racconto della passione il sesso sono brani molto brevi
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non entra molto nei dettagli è molto essenziale nella descrizione e poi marco presenta molti sommari cosa sono i sommari cioè in poche battute cerca di descrivere in breve che cosa gesù ha fatto per esempio prendete il versetto 34 35 si usa 32 34 del primo capitolo riportarono tutti i malati gli indemoniati tutta la città è l'unica davanti alla porta guarda in molti che
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non afflitti scaccia molti demoni in poche battute cosa fa di scrive quello che avviene e così via abbiamo questi questi diciamo questi questo stile di marco ora non so se sono fuori orario un'ultima battuta il racconto della passione quindi concentra un'attenzione del tutto particolare nel vangelo di marco e
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questo lo comprendiamo dal capitolo 3 in poi c'è sempre un tentativo di far convergere tutto il racconto verso quell episodio lo troviamo poi al capitolo 8 31 versetto 31 nel capitolo 9 e poi nel capitolo 10 quindi abbiamo 33 edizioni della passione da parte del vangelo di marco che tutto orientano verso il racconto della passione ecco perché crede dice è
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il racconto di marco non è altro che racconto della passione morte e risurrezione preceduto da una lunga introduzione proprio perché c'è questa attenzione continua al racconto a riferimento a portare il lettore al riferimento della passione morte e risurrezione che lo introduce poi a questo racconto che costituisce un quinto di tutto il racconto come si struttura parco ecco come possiamo leggerlo infine conte a noi serve questo avere delle linee guida per
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capire come fare la lettura corretta di questo vangelo ma questo ce lo diremmo la prossima volta grazie per l'ascolto e buon lavoro [Musica]

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