What is Literature for?

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Language: Italian

Type: Human

Number of phrases: 67

Number of words: 743

Number of symbols: 3895

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Siamo generalmente convinti che questi luoghi siano pieni di cose molto importanti, ma a cosa serve davvero la letteratura? Perché dovremmo passare il nostro tempo a leggere romanzi o poesie quando nel mondo reale accadono cose così importanti? Pensiamo un po' ai modi in cui la letteratura ci è utile... Leggere può sembrare una perdita di tempo, ma in realtà la letteratura ci fa risparmiare tantissimo tempo perché ci dà accesso a emozioni ed eventi che impiegheremmo anni, decenni, millenni a sperimentare direttamente. La letteratura è il più grande simulatore della realtà, una macchina che ci fa vivere una quantità infinita di situazioni infinitamente superiore a quella che ci toccherebbe nell'arco di una vita. Ci fa scoprire in tutta sicurezza cosa si prova a divorziare, a uccidere qualcuno per poi pentirsi, a licenziarsi e partire per il deserto, o fare un errore tremendo mentre si governa il proprio paese. La letteratura accelera il tempo e può raccontarci un'intera vita dall'infanzia alla vecchiaia. Ci regala le chiavi di un palazzo e di infinite camere da letto,
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permettendoci di analizzare la nostra vita in relazione a quella degli altri. Ci fa conoscere persone affascinanti: un generale romano, una principessa francese dell'XI secolo, un'aristocratica russa che vive una relazione clandestina. Ci fa attraversare i continenti e i secoli. La letteratura ci cura dal provincialismo e, a un costo irrisorio, ci trasforma in cittadini del mondo. Come per magia, la letteratura ci fa vedere le cose dalla prospettiva di un'altra persona. Ci permette di valutare le conseguenze delle nostre azioni sugli altri in un modo altrimenti impossibile e ci mostra esempi di persone gentili, generoso e comprensive. In genere la letteratura si oppone al sistema di valori dominanti, che premia soltanto il denaro e il potere. Gli scrittori ci fanno scoprire idee e sensazioni profonde che però non trovano spazio in un mondo materialista e cinico. Siamo più strani di quanto siamo disposti ad ammettere. Spesso non possiamo dire cosa ci passa per la testa, ma nei libri troviamo la descrizione di chi siamo veramente e di cosa sono veramente gli eventi,
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il tutto descritto con un'onestà completamente diversa da quella permessa nelle conversazioni comuni. Nei libri migliori è come se lo scrittore ci conoscesse meglio di noi stessi. I grandi autori trovano le parole per descrivere le esperienze più fragili e particolari delle nostre vite: la luce di una mattina d'estate, l'ansia che proviamo tra la gente, la sensazione di un primo bacio, l'invidia per un amico che ci racconta la sua nuova attività, il desiderio che proviamo in treno nei confronti di un altro passeggero a cui non osiamo rivolgere la parola. Gli scrittori aprono i nostri cuori e le nostre menti, regalandoci una mappa di noi stessi che ci permette di esplorare noi stessi con più consapevolezza e con meno senso di paranoia e persecuzione. Come disse lo scrittore Emerson <<Nelle opere dei grandi scrittori troviamo i pensieri che abbiamo nascosto>>. La letteratura è un correttore della superficialità che minaccia l'amicizia. I libri sono i nostri veri amici, sempre presenti, mai troppo impegnati e pronti a farci scoprire
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le cose per come sono davvero. Una delle nostre paure più grandi è quella di fallire, di diventare quello che i giornali chiamano "un perdente". Ogni giorno i media ci raccontano storie di fallimenti. Anche molta letteratura parla di fallimenti. In un modo o nell'altro, molti romanzi, testi teatrali e poesie parlano di persone che hanno fatto grandi sbagli: persone che per sbaglio sono andate a letto con la madre, che hanno deluso il partner, o sono morte travolte dai debiti. Se i media ci avessero raccontato le loro storie li avrebbero fatti a pezzi. Invece i grandi libri non giudicano in modo così spietato e univoco come i media. Hanno pietà del protagonista e temono per tutti noi che siamo sempre sull'orlo di distruggere noi stessi. La letteratura può fare tutto questo per noi, per questo dovremmo trattarla diversamente da come facciamo. Abbiamo la tendenza a considerarla come una distrazione, uno svago, qualcosa da portare in spiaggia. Ma la letteratura è molto più importante, è una forma di terapia. Dovremmo imparare a trattarla come i medici trattano le medicine,
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qualcosa da prescrivere a seconda dei problemi a cui può offrire una soluzione. La letteratura merita tutto il suo prestigio, perché è uno strumento che ci aiuta a vivere e a morire con più saggezza, bontà e sanità mentale. - Andrea Sparacino e Daniele Fidilio

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